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Saluto del Giorno.
Immagine di auguri con quadrifoglio: un quadrifoglio in mezzo a foglie di trifoglio e margherite in un prato dorato, con un ferro di cavallo rosso mezzo nascosto nell’erba accanto, e il prato che sfuma verso una siepe in lontananza, con la scritta «In bocca al lupo» e «Andrà benissimo»
Motivo disegnato da noi; le parole le componiamo come testo.
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Immagine di auguri: in bocca al lupo

Un quadrifoglio fra trifogli e margherite in un prato dorato, con un ferro di cavallo rosso nell’erba.

Sulla cartolina c’è scritto

In bocca al lupo

Andrà benissimo

Il disegno mostra un quadrifoglio che spicca chiaro in mezzo a trifogli comuni e piccole margherite bianche, in un prato dorato e verde acceso dal sole. Poco distante, mezzo nascosto fra i fili d’erba, c’è un ferro di cavallo dipinto di rosso. Il prato occupa tutto il primo piano e si ammorbidisce verso una siepe lontana, sfocata. Il tratto è leggero, quasi da illustrazione per bambini, ed è una scelta dichiarata: un augurio che si manda prima di una prova tesa può permettersi un disegno che sorride un poco, invece di uno serio.

«In bocca al lupo» in italiano si dice prima di un esame, un colloquio di lavoro, un’operazione, l’esame di guida — prima di qualunque prova in cui chi la affronta ha bisogno di un incoraggiamento più che di una festa. Si manda la mattina stessa o la sera prima, quasi mai molto in anticipo: è un augurio che serve vicino al momento, non da conservare per settimane. Il destinatario è quasi sempre una persona sola, non un gruppo, perché la prova che sta per affrontare è la sua.

C’è una risposta tradizionale a questo augurio, ed è «crepi» — per esteso «crepi il lupo» — anche se non tutti la usano allo stesso modo: qualcuno preferisce rispondere «viva il lupo», per non augurare la morte a nessun animale nemmeno per scaramanzia. Questo sito non prende posizione fra le due: la cartolina porta l’augurio, non la risposta, e chi la riceve resta libero di rispondere come preferisce.

La stessa immagine serve anche per un «buona fortuna» più semplice, quando l’occasione non ha il taglio scaramantico di un esame ma resta comunque un momento in cui contano le circostanze più del merito — un viaggio, un colloquio informale, una decisione che non dipende del tutto da chi la prende. Le due frasi non sono intercambiabili in ogni contesto, ma questa cartolina regge entrambe senza forzature.

La parte bassa dell’immagine, dove l’erba sfuma e perde dettaglio, è la zona lasciata apposta tranquilla per la scritta. Il prato lì è più uniforme, senza fiori né oggetti a interrompere la lettura. Le parole sopra non fanno parte del disegno arrivato dal generatore: sono composte a parte da noi, come testo vero, e vengono posate su un’immagine che di per sé non contiene nessuna lettera.

Sulla cartolina si legge «In bocca al lupo» e sotto «Andrà benissimo». La seconda riga non è la risposta tradizionale — non dice «crepi» — perché la cartolina la manda chi fa l’augurio e non chi lo riceve, e la frase resta dalla parte di chi scrive.

Questa non è una cartolina di congratulazioni, ed è bene non confonderle: «in bocca al lupo» si dice prima della prova, non dopo che è andata bene. Per festeggiare un risultato già ottenuto — una laurea, per esempio — in questa stessa sezione c’è la cartolina degli auguri di laurea, con la corona d’alloro, pensata apposta per il dopo e non per il prima.

La richiesta mandata al generatore chiedeva un quadrifoglio ben visibile fra trifogli e margherite bianche, in un prato dorato e soleggiato, con un ferro di cavallo rosso mezzo coperto dall’erba e una siepe sfocata sullo sfondo. Il disegno arrivato corrisponde a quello che era stato chiesto, e la richiesta resta comunque nei nostri file com’era stata scritta: è la prassi di questa raccolta, anche quando descrizione e risultato coincidono, perché è il verbale a contare e non la nostra rilettura di quello che vediamo.

Per mandarla

  • Si manda la sera prima o la mattina stessa della prova, non con settimane di anticipo.
  • La risposta tradizionale è «crepi» o «viva il lupo»: la cartolina non sceglie fra le due.
  • Serve anche per un semplice «buona fortuna», non solo per esami o colloqui.

Pubblicata Aggiornata 639 parole

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