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Saluto del Giorno.
Immagine di benvenuta: la porta azzurra di una casa di paese aperta su un corridoio illuminato, con un vaso di terracotta di gerani bianchi da ogni lato del gradino di pietra e il selciato che arriva fino in fondo, con la scritta «Benvenuta» e «Che bello averti qui»
Motivo disegnato da noi; le parole le componiamo come testo.
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Immagini di benvenuta

La stessa porta aperta, vista dalla luce che esce e dal vialetto vuoto davanti alla soglia.

Sulla cartolina c’è scritto

Benvenuta

Che bello averti qui

La luce di questa immagine viene tutta da dentro casa: la porta è aperta e oltre la soglia si vede un corridoio illuminato, mentre fuori la luce è più fredda, quella di un tardo pomeriggio. Il vialetto di ciottoli davanti non porta a nessun altro posto — finisce lì, contro il gradino — ed è pensato così apposta: è lo spazio dove va la scritta, non un percorso che continua fuori dall’inquadratura. Ai lati del gradino, due vasi di terracotta con gerani bianchi fanno da cornice alla porta senza coprirla.

Il vialetto di ciottoli è la parte tranquilla dell’immagine anche qui, e regge la scritta allo stesso modo sulla cartolina maschile e su questa: è la stessa area dello stesso disegno, ed è dei ciottoli e non della porta che ci fidiamo per la leggibilità. Le due righe sono testo vero, composto da noi con un carattere scelto, e non sono mai uscite dal generatore insieme al disegno — vale per questa cartolina come per la sua gemella, perché sotto c’è esattamente la stessa immagine.

Sulla cartolina si legge «Benvenuta» e sotto «Che bello averti qui». La seconda riga è identica a quella della cartolina maschile — è la parte del saluto che non cambia con il genere di chi arriva — mentre la prima parola è quella che porta tutto il lavoro di questa pagina.

Questa è la cartolina da mandare a una donna o a una ragazza che arriva: una nuova collega il primo giorno di lavoro, una neonata appena arrivata in famiglia, una nuora che entra per la prima volta in una casa, un’ospite che arriva per restare qualche giorno. Sono situazioni diverse fra loro, ma condividono lo stesso momento — un arrivo — ed è per questo che bastano un disegno e due righe quasi uguali a coprirle tutte, cambiando solo la prima parola.

Questa cartolina esiste perché il sito ha deciso di non far fare a una forma sola il lavoro di due. Sarebbe stato più semplice pubblicare un’unica pagina con «Benvenuto» e lasciare che chi scrive a una donna la adattasse da solo, magari cambiando la parola a mano dopo aver scaricato l’immagine: invece esiste questa pagina, con la parola giusta già scritta, e non è un lavoro in più fatto per completezza. È la scelta di non lasciare che l’italiano, che qui obbliga a scegliere un genere, diventi un problema di chi manda l’augurio invece che nostro.

La cartolina gemella si chiama «Benvenuto», usa la stessa immagine — la stessa porta, la stessa luce, gli stessi vasi — e cambia solo quella prima parola. Se chi arriva è un uomo o un ragazzo è quella la pagina giusta, non questa: le due cartoline si dividono il lavoro invece di sovrapporsi.

Non è una cartolina di compleanno o di laurea: non festeggia qualcosa che una persona ha fatto, festeggia il fatto che sia arrivata, e non è un traguardo. E non va bene per un arrivo maschile: per quello, di nuovo, c’è «Benvenuto», con la stessa immagine sotto.

Il disegno arriva dalla stessa richiesta mandata per la cartolina «Benvenuto», descritta per intero in quella pagina: una porta azzurro pallido aperta su un ingresso di casa di paese, con gerani bianchi ai lati di un gradino consumato. Non la ripetiamo qui parola per parola, ma la differenza fra quello che è stato chiesto e quello che è arrivato vale anche per questa cartolina, perché il disegno sotto è lo stesso: il vialetto doveva essere di lastre di pietra ed è invece di ciottoli tondi, posati uno accanto all’altro.

Per mandarla

  • Sotto la scritta c’è la stessa fotografia della cartolina «Benvenuto».
  • È la cartolina per l’arrivo di una donna o di una ragazza, in qualsiasi ruolo o età.
  • La seconda riga, «Che bello averti qui», è identica su entrambe le cartoline: cambia solo la prima parola.

Pubblicata Aggiornata 654 parole

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