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Saluto del Giorno.
Immagine di benvenuto: la porta azzurra di una casa di paese aperta su un corridoio illuminato, con un vaso di terracotta di gerani bianchi da ogni lato del gradino di pietra e il selciato che arriva fino in fondo, con la scritta «Benvenuto» e «Che bello averti qui»
Motivo disegnato da noi; le parole le componiamo come testo.
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Immagini di benvenuto

Una porta azzurra aperta su un ingresso di casa, con i gerani bianchi e il vialetto di ciottoli.

Sulla cartolina c’è scritto

Benvenuto

Che bello averti qui

L’immagine mostra la porta d’ingresso di una casa di paese, azzurro pallido, aperta verso l’esterno: oltre la soglia esce una luce calda, quella di un corridoio illuminato mentre fuori è ancora chiaro del giorno. Ai due lati della porta, su un vecchio gradino di pietra consumato al centro, ci sono due vasi di terracotta con gerani bianchi, uno per lato, quasi simmetrici. In primo piano un vialetto di ciottoli tondi riempie tutta la parte bassa dell’immagine e corre verso la soglia, come se chi guarda stesse per attraversarlo.

Il benvenuto in italiano non ha una data: si manda quando succede qualcosa, non quando arriva un giorno del calendario. È il messaggio a un collega che comincia in ufficio la settimana dopo, al vicino che ha appena finito di traslocare, a un ospite che arriva per restare qualche giorno, a chi entra in un gruppo — una chat, una squadra, un condominio — di cui prima non faceva parte. Si manda il primo giorno, spesso prima ancora di vedersi di persona, ed è uno dei saluti di questa sezione che ha senso scrivere in anticipo, non dopo che la cosa è già successa.

Il vialetto di ciottoli in primo piano è la parte tranquilla dell’immagine, ed è lì che va la scritta. È una superficie chiara e ripetitiva — pietre tonde una vicina all’altra — che da lontano si legge come un unico piano uniforme, senza dettagli che si mettano in mezzo alle lettere. Come su tutte le cartoline del sito, le due righe sono testo vero, composto da noi con un carattere scelto e non generato insieme al disegno: la porta, i vasi e le pietre non hanno mai portato una lettera in nessuna fase dell’immagine.

Sulla cartolina si legge «Benvenuto» e sotto «Che bello averti qui». La seconda riga fa il lavoro che la prima da sola non farebbe: dice che l’arrivo di questa persona è stato notato, non solo registrato, ed è la differenza fra un saluto di cortesia e uno che sembra scritto da qualcuno a cui importa davvero.

Questa è la versione maschile della cartolina: «Benvenuto» si scrive quando chi arriva è un uomo o un ragazzo. Esiste una pagina gemella con la stessa identica immagine e una sola parola diversa — «Benvenuta» al posto di «Benvenuto» — pensata per chi accoglie una donna o una ragazza. Non è un errore di battitura né una svista corretta in un secondo momento: sono due cartoline, fatte apposta.

La ragione è tecnica prima che di attenzione: le parole di questa raccolta non sono un livello separato che si può cambiare al volo, sono composte da noi dentro l’immagine finale, come lettere vere stampate su un disegno che di suo non ne porta nessuna. Una scritta fissa non può contenere due parole insieme — non c’è modo di scrivere «Benvenuto/Benvenuta» sopra una porta senza che sembri un modulo da compilare invece di un saluto — e l’italiano, a differenza di altre lingue, obbliga comunque a scegliere una delle due forme quando ci si rivolge a una persona sola. Un’unica cartolina neutra avrebbe dovuto sacrificare proprio la parte della lingua che rende il saluto caldo, così abbiamo preferito farne due, con lo stesso disegno sotto e una parola diversa sopra.

Non è una cartolina di compleanno né di anniversario di lavoro: non festeggia un traguardo, festeggia un arrivo, ed è un momento diverso da quelli. E non è la cartolina giusta se chi arriva è una donna o una ragazza — per quello serve la pagina gemella, con «Benvenuta» al posto di «Benvenuto» sopra lo stesso ingresso.

Al generatore è stata chiesta una porta azzurro pallido aperta su un ingresso di casa di paese, con luce calda dall’interno, due vasi di gerani bianchi ai lati di un gradino di pietra consumato e un vialetto in primo piano. La richiesta parlava di lastre di pietra per il vialetto; quello che è arrivato sono ciottoli tondi, posati uno accanto all’altro invece che in lastre piatte. È una differenza piccola ma reale, e la teniamo scritta qui invece di correggere la richiesta per farla combaciare con il disegno.

Per mandarla

  • Il disegno è lo stesso della cartolina «Benvenuta»: cambia solo la parola sopra la porta.
  • Si manda al primo giorno — di lavoro, di casa nuova, di un gruppo — non a una data fissa.
  • Se chi arriva è una donna o una ragazza, la pagina gemella dice «Benvenuta».

Pubblicata Aggiornata 752 parole

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